La migrazione è il cammino che ha portato l’umanità dalla Rift Valley a popolare il pianeta. Oggi, all’inizio di quello che viene chiamato il terzo millennio, è un tema “caldo”. È anche un tema complesso che però, spesso viene affrontato con semplificazioni e pregiudizi. E la riduzione della vita delle persone a stereotipi non serve a capire!

Emigranti, immigrati, stranieri, rifugiati, profughi, extracomunitari, richiedenti asilo o costretti alla clandestinità sono uomini, donne e minori che lasciano il Paese di origine per cause diverse, ma sempre giustamente alla ricerca di una vita migliore.

Le migrazioni sono nella storia dell’umanità. “Le migrazioni di massa non sono certo un fenomeno nuovo, hanno accompagnato la vita dell’uomo fin dai suoi albori.” Zigmunt Bauman, 2016.

Nel 2019 sono migrate fuori dal proprio Paese 272 milioni di persone pari al 3,5% della popolazione mondiale. Di queste 79,5 milioni sono migranti forzati, il 40% di loro sono minori. Più della metà, 45,7 milioni, non escono dal proprio Paese, sono “migranti forzati interni”. I rifugiati politici ammontano a 26 milioni, i richiedenti asilo superano i 4 milioni (dati rapporto Caritas/Migrantes 2020).

Al 1° gennaio 2020 risiedono in Italia circa 5 milioni di cittadini stranieri che rappresentano l’8,4% del totale dei residenti. L’83,1% si concentra nel Centro-Nord. I cittadini non comunitari regolarmente presenti in Italia all’inizio del 2020 sono poco più di 3 milioni e 600 mila (dati ISTAT).

Nel corso del 2019 hanno registrato la loro residenza fuori dei confini nazionali, per solo espatrio, 130.936 connazionali (+2.353 persone rispetto all’anno precedente). Alla stessa data gli iscritti all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero sono 5.486.081, il 9,1%. (dati rapporto Caritas / Migrantes 2020).

Nel calendario dell’Orologiaio Matto del 2022 sono state raccolte le voci, i racconti di vita di alcune persone provenienti da luoghi diversi del mondo e che oggi vivono in Italia.

Lo spazio a disposizione è poco ma abbiamo cercato di riportare le parole di donne e uomini migranti, le difficoltà, le speranze, le loro relazioni con “noi”.

Anche quest’anno il ricavato delle vendite andrà a sostenere i progetti e le attività del Centro di Galkayo in Somalia.

Il GECPD opera in un contesto sempre più difficile. La crisi umanitaria, sommatoria di problemi ecologici, economici e politici, dura da decenni e negli ultimi due anni l’area è stata ripetutamente battuta da siccità, alluvioni e invasioni di locuste.

Con il calendario cerchiamo di essere vicino a chi in Somalia lavora a sostegno delle persone più fragili a partire dalle donne e dai bambini operando per la convivenza e per la pace.

Speriamo che anche tu vorrai essere con noi.